Questa mattina mia moglie mi ha detto:
— Ascolta, sento dei rumori strani provenire dalla macchina. Come se ticchettasse o facesse dei clic.
Sono rimasto sorpreso:
— Sei sicura? Ieri andava tutto bene.
— Sì, proprio per questo — ha risposto — la accendo, guido, sembra che tutto funzioni normalmente, ma dentro sembra che qualcosa faccia clic.

Bene, sono andato a controllare. Prima ho aperto il cofano: tutto in ordine, motore pulito, nessun filo strano. Poi ho controllato le gomme: normali. Il bagagliaio: vuoto. Ho pensato: «Forse le è sembrato». Ma ho deciso comunque di dare un’occhiata sotto la macchina.
Mi sono sdraiato sull’asfalto e ho guardato sotto. Ed è lì che l’ho notato: una piccola scatola nera fissata al fondo con del nastro isolante. Subito ho capito: era un GPS tracker.
Mi sono quasi ritratto all’indietro. «Da dove viene? Chi l’ha messo?»

Ho subito chiamato mia moglie:
— Sai che c’è un tracker sotto la macchina?
Lei era completamente scioccata:
— Cosa? Che tracker? Non ho messo nulla!

Ed è a questo punto che ho iniziato a sentirmi davvero spaventato. Ho rimosso il tracker con attenzione, lo tenevo in mano: piccolo, con un’antenna. Il cuore mi batteva forte: «Ma che diavolo… chi ci sta seguendo?»
Sono subito andato in commissariato. Sono entrato e ho mostrato il dispositivo all’agente di turno:
— L’ho trovato sotto la macchina. Cos’è?
Lui lo prende, lo osserva e dice:
— È un localizzatore GPS. Dove lo hai trovato?
— Sotto la macchina.
L’agente ha guardato il collega, ha fatto una pausa e poi ha detto qualcosa di inquietante e del tutto inaspettato:

— Recentemente abbiamo avuto un caso simile… sembra che non siate i primi.
— Cosa intende? — ho chiesto.
— Vede, l’officina dove avete portato la macchina non è del tutto normale. Formalmente fanno riparazioni, cambiano l’olio, ma in realtà il proprietario è da tempo sotto osservazione. I suoi uomini installano questi dispositivi sulle auto costose dei clienti. All’inizio controllano dove la macchina resta parcheggiata di notte, poi organizzano il furto.
Un brivido mi è corso lungo la schiena.
— Quindi se non me ne fossi accorto, ci avrebbero rubato la macchina?
— Molto probabilmente sì — ha risposto con calma — siete intervenuti in tempo.
Ho chiamato mia moglie:
— Ti ricordi dove hai portato la macchina?
— Pensavo fosse un’officina normale, i prezzi erano ragionevoli… — ha detto lei.
Vi prego, fate attenzione quando lasciate la vostra macchina a persone sconosciute!

Mia moglie ha sentito degli strani rumori provenire dalla sua auto, poi ho trovato un localizzatore GPS sotto la sua auto: siamo rimasti inorriditi quando abbiamo capito chi l’aveva installato.
Questa mattina mia moglie mi ha detto:
— Ascolta, sento dei rumori strani provenire dalla macchina. Come se ticchettasse o facesse dei clic.
Sono rimasto sorpreso:
— Sei sicura? Ieri andava tutto bene.
— Sì, proprio per questo — ha risposto — la accendo, guido, sembra che tutto funzioni normalmente, ma dentro sembra che qualcosa faccia clic.
Bene, sono andato a controllare. Prima ho aperto il cofano: tutto in ordine, motore pulito, nessun filo strano. Poi ho controllato le gomme: normali. Il bagagliaio: vuoto. Ho pensato: «Forse le è sembrato». Ma ho deciso comunque di dare un’occhiata sotto la macchina.
Mi sono sdraiato sull’asfalto e ho guardato sotto. Ed è lì che l’ho notato: una piccola scatola nera fissata al fondo con del nastro isolante. Subito ho capito: era un GPS tracker.
Mi sono quasi ritratto all’indietro. «Da dove viene? Chi l’ha messo?»
Ho subito chiamato mia moglie:
— Sai che c’è un tracker sotto la macchina?
Lei era completamente scioccata:
— Cosa? Che tracker? Non ho messo nulla!
Ed è a questo punto che ho iniziato a sentirmi davvero spaventato. Ho rimosso il tracker con attenzione, lo tenevo in mano: piccolo, con un’antenna. Il cuore mi batteva forte: «Ma che diavolo… 👇 👇 Continua nel primo commento sotto la foto 👇👇
